lunedì 13 gennaio 2014

IL PENSIERO DELLA PIUMA

Il pensiero della piuma. Come eri bello visto da lassù, dove l'immenso appariva meno immenso, dove gli orizzonti non incontravano ostacoli, lassù, dove le nuvole si respiravano e i venti ci conducevano, lassù... Questo penserei se fossi questa piuma, caduta a terra, guardando il sole, qui, dove l'immenso è ancora più grande, dove gli orizzonti son ombre dei muri, qui, dove le nuvole ci calpestano e i venti ci frustano, qui... Photo by Paolo Penna.

ANTICA TENUTA ROVERBELLA

Antica Tenuta Roverbella.
Parco Sud Milano. Agriturismo Tenuta Roverbella. Roverbella deve il suo appellativo al latino roverem bellam, bella quercia, ma anche forte e bella dal latino robur-roburis. La presenza in antichità di foreste di roveri e scavi archeologici nella zona, che hanno riportato alla luce oggetti gallici risalenti al III sec. AC (ora conservati al Castello Sforzesco), fanno ipotizzare un insediamento celtico anche a Roverbella sul limitare delle foreste di roveri o in una radura all'interno della foresta stessa, luogo ambito dai Celti. Allo stesso modo la centuriazione romana, ossia la suddivisione territoriale in riquadri di 710 m di lato e altri ritrovamenti di reperti dell'epoca romana (monete, vasi, frammenti metallici) autorizzano a pensare che anche a Roverbella vi fosse un insediamento romano. Oggi la tenuta è diventata un agriturismo dove si mangia divinamente in un ambiente dal sapore di tempi lontani.

 Photo by Paolo Penna.

venerdì 10 gennaio 2014

FUCK YOU GIORGIA!

Fuck You Giorgia! Le nuove bottiglie della Coca sono sempre di plastica e inquinano tanto quelle vecchie. Ma, piccola soddisfazione, ora posso dare un nome a colei che ha lanciato questa in un fosso, nel cuore della campagna. E a lei, dal profondo del cuore, voglio dire: Giorgia, ma vaffanculo! Photo by Paolo Penna.

giovedì 9 gennaio 2014

IL TRAMONTO DI UN'EPOCA

Il Tramonto di un'epoca. Una dopo l'altra, lentamente ma inesorabilmente, le antiche cascine vengono abbandonate e consegnate all'oblio e al logorio del tempo. Oppure abbattute dalle ruspe per fare spazio a capannoni industriali e a nuovi insediamenti urbani, destinati, per la maggior parte, a rimanere inutilizzati. Ma questo non è importante. La new economy, così credo la chiamino, funziona così. L'importante è fare girare il denaro, ovviamente nelle tasche di pochi. E' la fine di un'epoca, ora è tempo della globalizzazione, quell'intelligentissimo e sofisticato meccanismo per cui ci devono convincere che è più vantaggioso importare patate dal Vietnam o basilico dal Messico, piuttosto che coltivarlo sulle nostre terre. E' l'inizio della fine, il punto di non ritorno. Ma nessuno se ne accorge, nessuno protesta, nessuno muove un dito. Siamo stati lobotomizzati, svuotati di ogni interesse nei confronti del bene pubblico, ma anche questo faceva parte del piano. Ora, non ci resta che assistere impotenti alla cementificazione selvaggia, all'abbattimento delle foreste, all'inquinamento delle falde, all'avvelenamento dell'aria, all'estinzione delle specie animali. Tutto in nome del progresso, della modernità e della globalizzazione. Che tristezza... Photo by Paolo Penna.

GOOD LUCK

Good Luck.
Una coccinella che, speriamo, porti fortuna a tutti noi.

 Photo by Paolo Penna.

mercoledì 9 giugno 2010

Impariamo da chi c'era!

Con immenso piacere pubblico la lettera del mio amico Pippo, testimone di quel triste e sciagurato giorno in cui l'Italia decise di scendere in guerra al fianco della Germania. Una testimonianza importante che, speriamo, possa essere d'insegnamento per tutti coloro che ancora "credono" nelle guerre ma che non le hanno mai vissute in prima persona. Grazie Pietro!

Il 10 giugno1940 io non c’ero ancora: infatti, sono nato il 19 agosto 1941.
Per scrivere di quel giorno ho quindi “intervistato” mia sorella Giovanna, allora quattordicenne, che ha dato via libera ai suoi ricordi. Lascio quindi a lei la parola :
“La nostra famiglia nel 1940 viveva a Trapani, dove nostro padre prestava servizio presso il Distretto militare in qualità di ufficiale del Regio Esercito. Il 10 giugno era un lunedì caldo con un sole bellissimo e un cielo terso; nelle prime ore del pomeriggio si era diffusa la voce che verso le diciotto il Duce, dal balcone di palazzo Venezia, avrebbe parlato agli Italiani e il Federale di Trapani si era adoperato perché la popolazione si radunasse in piazza per ascoltare il discorso radiotrasmesso dall’EIAR.
Noi rimanemmo a casa ma all’ora indicata accendemmo la radio che avevamo nella sala: era un mobile massiccio completo di giradischi, marca Telefunken, del cui acquisto mio padre era molto orgoglioso. Ascoltammo così dell’avvenuta dichiarazione di guerra alla Francia e all’Inghilterra e dell’entrata in guerra a fianco della Germania. La notizia ci lasciò senza parole. A casa con noi c’era l’attendente di papà, un ragazzo del nord, contadino emiliano, militare di leva, che fu l’unico a commentare (rischiando un rimprovero che non venne) : “ci siamo dati la zappa sui piedi”.
A sera, sotto i balconi della nostra casa passavano gruppi di persone, guidati da fanatici fascisti che scandivano cori entusiastici, ma quelli che venivano dietro avevano una faccia triste e malinconica, quella che i siciliani assumono nei momenti in cui prevale il “disincanto”; si intuiva fin dal primo giorno che la guerra non era per niente sentita dalla popolazione.
Anche noi non tardammo a conoscere la “paura” della guerra: il giorno dopo, l’11 giugno, aerei francesi, partiti da Tunisi, vennero a bombardare Trapani, impunemente, perché non era ancora stata piazzata la contraerea. Io con mia sorella Adele, mio fratello Matteo e la mamma (papà era al Distretto), stavamo sul balcone a guardare i grappoli neri che scendevano a terra, convinti che si trattasse di una esercitazione di nostri aerei. Capimmo che si trattava di bombe solo quando sentimmo gli scoppi e corremmo a sederci sul divano dello studio restandocene irrigiditi con la schiena appoggiata alla parete, come se potesse proteggerci. Le scuole si erano chiuse e l’anno scolastico concluso con anticipo.”

lunedì 24 maggio 2010

LA TRIPLETTA E' REALTA'!!!

Grandi, immensi, leggendari. Unica squadra a non essere mai stata in serie B, unica squadra ad avere centrato la Tripletta (Coppa Italia, Scudetto, Champions League). Che fenomeni, che emozione! E' stata una notte lunga e meravigliosa, conclusasi alle prime luci dell'alba quando, a San Siro, sono arrivati gli eroi di Madrid con la mitica Coppa! Peccato solo che Mou abbia deciso di lasciarci anche se, in effetti, meglio di così non avrebbe proprio potuto fare! Anni e anni di sofferenze ripagate con una stagione indimenticabile. Un grazie a tutti i ragazzi, al presidente e, soprattutto, alla nostra bandiera. Capitan Zanetti!